07:51:36 Lunedì, 23 Settembre 2019

Una canzone tradizionale recita che gli abitanti delle Canarie sono come il gigante Teide, tranquillo come la neve all’esterno e con il fuoco dentro.

Molto prima che i primi navigatori europei arrivassero alle Isole Canarie, tutte e sette le isole erano abitate. Il nome Guanches è composto da “guan” che significa uomo e “che” che significa montagna bianca nella lingua locale, in riferimento al monte Teide coperto di neve che si trova a Tenerife, ed è il nome usato per quegli abitanti, sebbene di fatto tutte le isole avevano i loro nomi aborigeni. Per esempio, gli abitanti di Gran Canaria erano chiamati Canarios. Si pensa che i Guanches arrivarono sulle isole tra il V ed il I secolo a.C., probabilmente dall’Africa, e secondo i registri storici degli spagnoli, i Guanches erano alti, di corporatura robusta, con la pelle bianca, gli occhi azzurri e biondi.

I Guanches erano cavernicoli, conseguenza logica visto il clima delle Isole, in quanto la grotta rappresentava la soluzione perfetta sia per l’estate, quando garantiva frescura, che per l’inverno quando rilasciava calore, ed era l’ideale anche come magazzino.

Ma come arrivarono sulle isole dato che non si sono trovate tracce di imbarcazioni Guanche? Di fatto nessuno lo sa per certo, sebbene si pensi che furono abbandonati lì dai pirati o furono portati in esilio dai romani o dai cartaginesi. Un’altra teoria dice che forse attraversarono il mare dal nord Africa su imbarcazioni di canne.

Costumi e Tradizioni
Pueblo Canario
Mundo Aborigen

Sebbene i Guanches impararono ad adattare il proprio stile di vita ai paesaggi rocciosi e vissero in grotte o semplici capanne costruite di sassi, la loro società non era del tutto primitiva, ma godevano di una struttura sociale piuttosto sofisticata. Variava da isola a isola, ma la maggior parte di loro aveva una struttura tribale, con un capotribù che si consigliava con gli anziani. Quando furono scoperti dagli spagnoli, i locali erano già abbastanza evoluti da usare la terracotta. I loro alimenti primari erano latte, burro, carne di capra e maiale, e frutta. Si coprivano con tuniche di pelle di animale o casacche ricavate da giunco intrecciato. Lasciarono incise sulla roccia lettere simili ad un alfabeto e incisioni e pitture rupestri, sebbene il loro significato rimanga ancora oscuro.

Oggi Gran Canaria vanta una media di 517 abitanti per km², la più alta densità abitativa dell’arcipelago e di tutta Europa. Circa metà della popolazione risiede nella città di Las Palmas, un posto con grande mescolanza etnica e una forte immagine cosmopolita.

Gli abitanti di Gran Canaria sono fieri, cordiali e rilassati, e la maggioranza di loro discendono dai conquistatori e colonizzatori spagnoli assimilati ai Guanches. Sono generalmente di mentalità aperta, disponibili e lieti di mostrare ai visitatori la loro cultura e la loro isola.

Grazie alla sua duratura posizione di ponte tra l’Europa e altri continenti quali America e Africa, persone di altre nazionalità, in particolare famiglie di mercanti e navigatori, si sono stabilite alle Canarie da allora, e i loro discendenti si sono completamente integrati nella società dell’isola dove nessuno negherebbe loro lo status di Canarios puri.

Circa il 96% degli abitanti delle Canarie sono cattolici romani tradizionali e osservanti, cosa che si evidenza in particolare in occasione delle grandi feste religiose e durante la Semana Santa, la settimana santa, con moltissimi riti e celebrazioni svolti in tutta l’isola.