10:04:25 Domenica, 21 Luglio 2019

Il cuore dell’economia delle Canarie è costituito dal turismo, che genera fino all’80% del reddito lordo dell’arcipelago. Grazie al clima, uno dei più propizi del mondo, le Isole Canarie attraggono milioni di turisti ogni anno. Oltre a questo, i locali contano sull’industria della banana, su altri prodotti agricoli di esportazione, e sui servizi collegati al turismo per ricavare di che vivere.

Nei secoli che seguirono alla conquista spagnola, alla base dell’economia delle Canarie vi erano lo zucchero e l’industria enologica. La produzione di zucchero sull’isola iniziò dopo l’acquisizione della canna da zucchero, importata da Madeira, ma declinò alla metà del XVI secolo, a causa della forte concorrenza del Brasile e dei Carabi, che riuscivano a produrre a costi bassissimi. L’industria enologica, che raggiunse l’apice nel XVI secolo, crollò all’inizio del 1700, a causa di un’invasione di cavallette e della peronospora, che distrussero i vigneti. Però è stata riportata in auge, grazie ai vini di Gran Canaria, Lanzarote, La Palma and Tenerife, che conquistano una sempre crescente popolarità.

Dal 1830 al 1870 circa, con la crescita della domanda di carminio per colorare i cibi, vi fu il boom della produzione di cocciniglia in tutta l’isola, che fece intravedere un futuro migliore specialmente per la popolazione più povera. Questo sogno però si infranse presto, a causa della diffusione dei coloranti sintetici che portò al declino dell’industria della cocciniglia.

L’economia dell’isola, però, si salvò grazie all’introduzione della coltivazione industriale della banana, frutto che divenne sempre più importante, fino a diventare il principale prodotto di esportazione dell’isola all’inizio del 1900. Ancora una volta, però, si attivò una feroce concorrenza sui mercati, questa volta da parte dei paesi dell’America Latina. Divenne impossibile dunque vivere solo dell’esportazione di banane e gli agricoltori locali furono costretti a diversificare la produzione coltivando pomodoro, patate, altri vegetali e frutta esotica.

Oggi, le banane vendute sul mercato spagnolo, sono protette dalla concorrenza straniera, ma la produzione rende pochissimo a causa dei costi maggiori e della mancanza di acqua. Il pomodoro si coltiva su larga scala, essenzialmente dedicato alle esportazioni tra novembre e aprile. Negli ultimi anni, si è sviluppata la coltivazione di fiori e piante per l’esportazione, fino a farne un’industria fiorente.